Daydream

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Autore: Saki Osuke, Sankichi Meguro
Anno: 2001
Edizione originale: Kadokawa
Edizione locale: Planet Manga
Trama: Tratto da MangaDB

Misaki Saiki è la protagonista di Daydream, una ragazza di 19 anni non certo accomunabile alle sue coetanee. In primis perché è una negromante, una persona capace di vedere ed esorcizzare le anime dei defunti ancora legate a questo mondo, ed in secondo luogo perché passa le sue giornate lavorando in un club sadomaso (e non certo come impiegata), dato che la sua negromanzia non le permette di ottenere abbastanza denaro per vivere.
Il modo in cui i negromanti ottengono lo stipendio è il motore della serie: Misaki infatti viene spesso ingaggiata dal Dipartimento Della Salvaguardia Della Vita di Tokyo, che si occupa di monitorare e bonificare siti che sembrano infestati da spiriti, e dunque pericolosi per i viventi.
A farle compagnia ci sono diverse persone tra cui Soichiro, dipendente comunale tremendamente emotivo ed attratto dalla ragazza; Mitsuru, uno studente con seri problemi e l'hobby del voyeurismo ed Ai Kunogi, una ragazza con cui ha avuto a che fare in uno dei suoi casi.

Daydream è un manga che lascia in un certo modo interdetti. Inizialmente risulta interessante ed accattivante per il suo modo di porre la questione degli spettri: anime legate al mondo mortale da un fortissimo rancore provato in vita, che vengono scacciate non necessariamente tramite riti magici, ma tramite feticci o addirittura facendogli semplicemente notare l'incongruenza della loro permanenza. In uno dei primi episodi, in un'atmosfera di pericolo imminente, Misaki esorcizza alcune ragazze stuprate ed uccise semplicemente dicendo loro che il loro assassino è stato condannato alla pena capitale.
Le contraddizioni strutturali vengono a galla più avanti, quando gli autori fanno notare una certa incertezza a livello di costruzione delle caratterizzazioni. Il personaggio di Soichiro, ad esempio, sembra nei primi volumi un vero combattente, tuttavia ben presto da protettore viene degradato ad una specie di facchino, con ruoli sempre meno importanti.
Per quanto riguarda i casi affrontati, come si diceva inizialmente, l'approccio è realistico e privo di storie iperboliche, al punto da diventare però eccessivamente noioso: suidici, omicidi, drammi familiari conditi da un pizzico di approfondimento psicologico alla lunga rischiano di stancare, e gli autori sembrano non essere intenzionati a cercare di stupire il lettore.
L'ultimo punto da affrontare riguarda l'aspetto della serie che probabilmente avrebbe dovuto compensare le lacune di cui sopra, ovvero il lato sessuale. Il fatto che la protagonista sia una dominatrice sadomaso infatti ha ben poca influenza sulla trama, se non qualche gag nei primi volumi ed il fatto che le permette di indossare, nei momenti in cui procede ad esorcizzare le anime, dei succinti completi sadomaso, con tanto di corde e nodi. Anche in questo caso però non si va mai oltre un certo punto: nudità da poco e completini erotici non bastano certo a distogliere l'attenzione dalle lacune di sceneggiatura.
Se consideriamo il disegno come godibile ma non in grado di stupire, si deve concludere che Daydream è una serie che presenta tanti aspetti "proibiti" trattati però in modo decisamente moderato, creando una specie di miscuglio leggibile ma non eccezionale, che rischia facilmente di portare alla noia.
da DDT, 02/01/2017