Ghost in the shell 1.52 - human-error processer

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Autore: Masamune Shirow
Anno: 2003
Edizione originale: Kodansha
Edizione locale: Star Comics
Trama: Tratto da MangaDB

Continuano le avventure della nona sezione, col suo misto tra cyberpunk, spionaggio e poliziesco. Questa volta, data l'assenza forzata del leader carismatico Mokoto Kusanagi, a tenere le fila sono il carismatico Bato e Togusa, ormai anch'egli divenuto un agente speciale piuttosto navigato.
Come avranno capito i lettori degli altri due volumi, ovvero Ghost in the shell e ManMachine Interface, la serie in oggetto è più simile alla prima, trattando gli stessi temi ed utilizzando gli stessi personaggi (farà anche una breve comparsa il maggiore, ormai privato dei suoi gradi e completamente autonomo) dell'originale.
È necessario sottolineare che questa volta il volume non si compone di una vicenda organica e completa, quanto di più storie brevi non collegate tra di loro. Per dirla tutta i singoli episodi sono stati realizzati nel giro di diversi anni, a partire dal 1991 fino al 1996. L'idea iniziale era quella di utilizzarli per realizzare quello che sarebbe diventato ManMachine Interface, per poi venire scartati man mano che l'idea di quel che doveva divenire la serie si è concretizzata. Effettivamente si nota, perlomeno nei primi due episodi, che la vicenda si conclude ma non del tutto, lasciando al lettore l'impressione di qualcosa da scoprire.

Il tratto è quello tipico di Shirow, in questo caso più attento a come utilizzare il pennino piuttosto che la computer grafica. Gli episodi sono disegnati in modo estremamente appagante, curando tutti gli aspetti della tavola in modo anche eccessivo. Sfondi e dettagli sono curati e ben definiti, dando l'impressione al lettore di essere in un mondo reale e pulsante, dove ogni cosa è credibile.

Se avete amato Ghost in the shell ma ManMachine Interface vi è apparso come una sfida troppo ostica, il volume in questione è per voi l'acquisto più adatto per rivivere le ambientazioni e le vicende spionistiche che vi hanno appassionato, fermo restando che la struttura ad episodi, che forse permette una maggior varietà di situazioni, lascia in un certo senso l'amaro in bocca, sia per la mancanza di una vicenda più complessa, sia perché fa sognare al lettore una serie più lunga.
da DDT, 02/01/2017